Il vocabolario dei manga: i tipi di personaggio

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Il vocabolario dei manga: i tipi di personaggio

Messaggio Da Kuroumi il Sab Set 22, 2012 8:43 pm

Bishojo / Bishonen: Questo termine indica un canone di bellezza e gioventù.
Mentre le bishojo (es. Bishojo Senshi Sailormoon) sono semplicemente teenager carine, più complessa è la questione del maschile bishonen o bishounen, che incarnano un ideale di bellezza androgino e senza età.
Si tratta di un canone di bellezza maschile tipicamente giapponese. Tanto per cominciare "bi" come "bello" è un prefisso che si usa per le donne/ragazze (eh sì, avete capito bene), perciò il bishonen è il tipo di ragazzo che incarna l'ideale del giovane amante omosessuale: un ragazzo magro e non molto muscoloso, con il mento affusolato e un'apparenza androgina.
Questi tipi di ragazzi piacciono molto anche alle donne/ragazze perché hanno un'apparenza più romantica, ed anche il comportamento di personaggi del genere tende ad essere più romantico: ad esempio tendono a non nascondere i loro sentimenti e le loro debolezze.
A parte ciò, dato che alle donne piacciono molto, sono molto comuni negli shoujo manga.

Bokukko/ Bokko/ Ore - onna: una bokukko(boku - pronome "io" usato dai ragazzi - + ko suffisso usato per le femmine) è un personaggio femminile che usa pronomi maschili. Una bokukko non è necessariamente un maschiaccio, né tutte le ragazze "maschiaccio" sono bokukko, perché questa tipologia di personaggi femminili ruota tutta intorno all'uso dei pronomi maschili. Il caso più estremo è quando una donna usa "ore", pronome usualmente usato dagli uomini più duri.
Normalmente, poi, a una bokukko sarà rivolto l'onorifico -kun che si usa per gli uomini e i ragazzi (invece, es. di - chan).
I motivi di questo uso di "boku" da parte di una ragazza (che dovrebbe usare "watashi" o "atashi") possono essere vari: o effettivamente è una ragazza mascolina, o per qualche motivo non conosce il modo di parlare educato/femminile (es. le ragazze allevate solo dal padre come Ryunosuke in Lamù o Ukyo in Ranma) o non è ben integrata socialmente.
A volte questo modo di parlare viene usato per rendere oscuro il sesso di un personaggio (è una ragazza o un ragazzo che finge di essere una femmina? O è una ragazza mascolina o un ragazzo effeminato?).
Se queste donne passano dal pronome maschile a quello femminile è una cosa importante nella trama.
Esempi: in Sailor Moon sono bokukko: Makoto (Sailor Jupiter) e Haruka (Sailor Uranus). In Ranma Ukyo Kuonji (allevata da un padre single) si riferisce a sé stessa usando "ore", ma gli altri si riferiscono con pronomi maschili ad Akane, che invece un minimo si sforza di essere femminile...
In Bleach Kuukaku usa "ore" per riferirsi a sé stessa.

Dandere: un personaggio di solito tranquillo e silenzioso, che a volte sembra senza emozioni, ma che diventerà dolce, simpatico e loquace quando sarà da solo con la persona giusta, e così sarà svelato che è solo timido.
Un personaggio dandere è una persona più o meno normale, ma non parla se non gli viene rivolta prima la parola. Se è in un gruppo in cui si sente a suo agio la timidezza diminuirà. Il termine deriva da 'danmari deredere' (silenzioso + amorevole). Tendenzialmente è una ragazza.
Es. Nagato Yuki di Haruhi Suzumiya.

Dojikko: è il personaggio della ragazza goffa, che per i giapponesi non è ridicola ma carina, se è goffa in modo grazioso (cioè non le cadono motoseghe sulla gente ^^). Mentre nelle opere occidentali la goffaggine può essere usata per rendere più umana un'eroina, magari dai poteri sovrannaturali, nei manga la dojikko è spesso un personaggio di contorno usato perché ha un buon seguito di fan.
La goffaggine di una dojikko fa soprattutto sì che quando succede qualcosa non tanto lei quanto le persona che le sono intorno vengano colpite o si facciano male (la classica scena del pallone da pallavvolo che colpisce in faccia il protagonista di tanti manga scolastici).
Esempi: Hanataro di Bleach è assimilabile anche se è un maschio, Mina Aino (Sailor Venus), Orihime Inoue, io aggiungerei anche la stessa Usagi Tsukino (Sailor Moon).

Kawaiiko: è la ragazza "kawaii", cioè "carina" (si potrebbe dire "pucciosa"), con comportamenti infantili o ingenui anche artefatti (in questo caso viene detta anche burikko cioè "falsa ragazzina carina", che esagera fino a limiti estremi questo comportamento). Le ragazze giapponesi tendono a comportarsi come se fossero più piccole e ingenue perché questo viene considerato attraente.
Questo essere "kawaii" è evidente nel vestiario e aspetto (es. vestiti da bambola), modo di parlare infantile, riferirsi a sé stessa in terza persona, atteggiamento infantile, uso di nomignoli/soprannomi e -chan con tutti. Il tutto fatto spesso ad arte.
Questo atteggiamento è comune nelle idol. Spesso anche nelle yandere/yangire.
Esempi: Azusa Shiratori (Ranma 1/2), Misa Amane (non per niente è un'idol), Akira Kogami di Lucky Star, Miki Koishikawa (non ce la metterei al pari delle altre, perché è più un esempio abbastanza comune di studentessa giapponese, ma ce l'hanno messa...), Ran di Lamù.

Kemono e Kemonomimi: i kemono sono personaggi con fattezze di animali molto accentuate ma che sono antropomorfizzati ed hanno comportamento, carattere ecc umani (es. Komamura di Bleach o alcuni Amanto di Gintama). I Kemonomimi invece hanno l'aspetto di esseri umani con alcune caratteristiche di animali (es. coda, orecchie ecc...) spesso per farli più carini e pucciosi, ma non solo.
Questi personaggi derivano dalla mitologia giapponese dove esistevano animali in grado di trasformarsi in umani come le kitsune (volpi), i bakeneko (gatti), i tanuki ecc... o creature mezze umane mezze animali come i tengu (corvi), kappa ecc...

Kuudere: è un personaggio che sembra distaccato, maturo, freddo, senza emozioni e molto pragmatico, ma che nasconde dentro di sé sentimenti delicati che svela solo con pochi.
E' un personaggio sempre controllato (cool), che mostrerà solo lentamente la loro parte "dere" (cioè sentimentale, amorevole) oppure mostrerà sempre la parte fredda e controllata agli estranei e alle persone di cui non si fida e svelerà i suoi sentimenti solo agli amici ecc...
Un terzo tipo è un personaggio che passa da freddo a carino a seconda dell'umore, quindi è un po' lunatico.
E' un tipo di carattere usato spesso per persone più grandi d'età, immortali, robot/cyborg...
Esempi famosi: C.C., Byakuya Kuchiki, Nico Robin, Rei Ayanami, Saber...

Maho shojo/ Majokko: "ragazze magiche". Sono state inventate anche per avvicinare i ragazzi agli shojo manga mettendoci dentro anche un po' di azione.
Le dividono in:
- "streghette" (ragazze magiche perché extraterrestri): Bia, Ransie (Rance, che in realtà non è una strega ma una vampira) ecc...
- "maghette" (ragazze terrestri a cui viene donato un potere magico): Creamy, Emi ecc...
- "eroine" che mi pare ora vadano per la maggiore (ragazze con poteri speciali che proteggono il mondo, da sole o in gruppo... i primi due tipi in effetti pensano soprattutto agli affari propri e lavorano da sole): Sailor Moon, Madoka ecc...
Anche le eroine nonostante combattano il male ecc... si vestono come maghette (in pratica da idol)
I poteri sono stati all'inizio di tipo "magico", ma in seguito sono state create anche eroine esper o che si trovano in un mondo fantasy.

Megane/ Megane danshi (ragazzi)/ Meganekko (ragazze): personaggi rispettivamente maschile e femminile, normalmente giovani, la cui caratteristica fisica più appariscente sono gli occhiali (es. Uryuu Ishida).
Questi personaggi con gli occhiali di solito hanno anche caratteristiche caratteriali che seguono certi canoni: persone silenziose e tranquille, intellettuali, di solito mai leader ma al limite secondi in comando (anche se a volte sono quelli che manovrano dietro le quinte), a volte arroganti mentre a volte con maniere garbate che nascondono feroce determinazione, mancanza di scrupoli o durezza d'animo.
Tipicamente, nel caso di ragazze ma anche di ragazzi in manga scolastici, sono studenti timidi, tranquilli, che studiano molto, magari rappresentanti di classe... pare che ci siano otaku fissati con questo tipo di ragazze dei manga...

Ojou: deriva dal termine giapponese per "signorina" (ojou-san, ojou-sama), e fa riferimento a personaggi femminili ricchi e/o aristocratici, oppure studentesse molto popolari o con un carattere spiccato, che hanno un modo di fare arrogante e da dominatrice.
Una caratteristica del personaggio è la tipica risata arrogante e sghignazzante, a volte con la mano davanti alla bocca.
Ci può essere il tipo più classico, particolarmente gasato ("voi miseri mortali"), ed un tipo più ingenuo (classica ragazza cresciuta sotto la campana di vetro).

Seme e Uke: questi due termini vengono usati per designare i due componenti di una coppia nei manga soprattutto yaoi e yuri ma anche etero. Rappresentano il soggetto "attivo/dominante" (seme, da semeru (攻める?) (attaccare)) che prende l'iniziativa, ed è dominante dal punto di vista caratteriale, e il personaggio "passivo/remissivo" (uke, da ukeru (受ける?) (accettare)) cioè il personaggio più remissivo dal punto di vista caratteriale e psicologicamente più instabile. Questo tipo di personaggi è presente anche nelle versioni più hard dove ha connotati più fisici.
Esempi: un esempio possono essere Soubi (seme) e Ritsuka (uke) di Loveless.

Tsundere: è una parola che fa riferimento a un particolare tipo di carattere nei personaggi di anime e manga: si tratta del personaggio in apparenza arrogante e combattivo che poi si rivela generoso e buono, o che si dimostra ostile nei confronti della persona a cui tiene.
Ma la parola è nata nell'ambiente dei videogiochi, soprattutto nei simulatori di appuntamenti... deriva da "tsun tsun" (voltare la testa disgustata) e "dere dere" (diventare affettuosa o innamorata). Questo tipo di ragazze sono chiamate anche "tsunderekko".
Per questo motivo si usa soprattutto per le ragazze nei manga in cui è ben presente l'elemento sentimentale: la ragazza fredda e dura che poi si ammorbidisce e diventa amorevole con il suo fidanzato.
Tuttavia può essere usata anche in altri contesti e per altri esempi, compresi personaggi maschili e manga/anime non sentimentali, ma deve sempre restare "duro fuori morbido dentro".
Caratteristiche:
- Non molto onesti con sé stessi
- Timorosi di mostrare i loro veri sentimenti
- Si arrabbiano o si comportano in maniera distruttiva per nascondere i loro sentimenti
- Sono quasi sempre innamorati di qualcuno o tengono molto a qualcuno
Qualche esempio: Haruhi Suzumiya, Asuka di Evangelion, Rei Hino (Sailor Mars), Shana, Akane Tendo (Ranma 1/2), Kallen di Code Geass, Kaori di City Hunter, Benten di Lamù.

Yandere: il termine deriva da yanderu (essere malato) e deruderu (essere innamorato).
E' un termine più nuovo di tsundere, e rappresenta un po' il contrario: è un personaggio, di solito femminile, che esteriormente rappresenta l'archetipo di essere innamorata, dolce, gentile ma in realtà hanno un lato oscuro e psicotico che li porta a essere violenti e a commettere azioni estreme (rapimenti, omicidi, suicidi ecc) di solito per gelosia.
Esempio: Kotonoha Katsura di School Days (un classico "ti amo e ti uccido se mi tradisci"), Misa Amane (direi che potrebbe rientrarci).

Yangire: personaggi con caratteristiche simili agli yandere (apparentemente dolci, innocenti, carini, sia di aspetto che nel modo di fare ma che poi rivelano un lato psicopatico e violento). Il motivo, però cambia: mentre i (ma direi soprattutto le) yandere sono mosse dalla gelosia o dall'attaccamento i/le yangire sono così per qualsiasi altra ragione, anche semplicemente per natura.
Es. Rena Ryugu di Higurashi No Naku Koro ni, Russia di Hetalia Axis Power, Dokuro-chan, Ran di Lamù...
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